giovedì 27 giugno 2013

Bernanke, il genio

Il PIL USA si è mostrato decisamente sottotono ( era previsto al 2,4%, invece, si è attestato "solo" al 1,8% ), così come altri dati non si sono mostrati molto entusiasmanti...E le borse statunitensi cosa fanno? Schizzano al rialzo portandosi dietro anche le principali borse europee.
Sembra un clamoroso controsenso e, di questi tempi di borse "pazze", non sarebbe neanche così strano, ma in realtà un motivo per salire ce l' hanno.
Tutto merito di Bernanke, presidente della FED, che, con la sua politica monetaria accomodante, ha cambiato le regole del gioco.
Infatti, finché l' economia USA non raggiungerà livelli soddisfacenti la banca centrale americana continuerà a immettere massicce dosi di liquidità.
Morale della favola?
Non c' è un dato negativo in senso assoluto, perché ogni dato diventa positivo in quest' ottica.
Se l' economia va male, ci sarà la banca centrale a prendere in mano la situazione "drogando" i mercati e, di conseguenza, le borse saliranno.
Se l' economia andrà bene, i mercati saliranno proprio perché va bene.
Bernanke è riuscito a far si che, qualsiasi sia la situazione reale dell' economia, questa venga vista come positiva ( anche se non lo è ) dal mercato, innescando così un circolo virtuoso che all' economia statunitense farà solo bene.


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domenica 26 maggio 2013

deduzione e detrazione

I metodi per attuare la progressività dell' imposta sono diversi.
Si possono usare, ad esempio, deduzioni e/o detrazioni.
Nel linguaggio comune molte volte questi due termini vengono considerati sinonimi, ma nella realtà rappresentano due modi molto diversi di fare politica fiscale, avendo, ad esempio, diversi effetti redistributivi.

La deduzione ( D ) è una riduzione del reddito complessivo ( RC, somma dei redditi rilevanti ai fini dell' applicazione dell' imposta ), che la norma prevede debba essere operata per ottenere la dimensione del reddito imponibile ( RI ), a cui poi verrà applicata l' aliquota legale t ( per semplicità esemplificativa considerata costante ):

RI = RC - D
L' imposta T sarà allora uguale a:
T = tRI = t( RC - D ) = tRC - tD

Si può notare, quindi, che nel caso in cui non siano previste deduzioni, il reddito complessivo è uguale al reddito imponibile.

La detrazione ( d ), invece, è un abbattimento dell' imposta. In presenza di una detrazione è possibile distinguere l' imposta lorda ( Tl, pari all' aliquota legale per il reddito imponibile ) dall' imposta netta ( Tn, pari all' imposta lorda tolta la detrazione ). In assenza di deduzione si avrà:

Tl = tRC = tRI
Tn = tRC - d

Si osservi che l' imposta netta, Tn, che si ottiene in presenza di una detrazione, coincide con l' imposta, T, che si ottiene nel caso di una deduzione se d = tD.
Infatti, tD rappresenta il risparmio d' imposta che si ottiene non dovendo pagare l' imposta su un ammontare D del proprio reddito complessivo, RC.

Fino ad ora, abbiamo considerato l' aliquota t costante e unica, ma nella realtà non è così. Infatti, in Italia, si ha un sistema di progressività per scaglioni, proprio anche dell' IRPEF. Il reddito, quindi, è suddiviso in scaglioni a cui corrispondono aliquote via via crescenti.
L' identità degli effetti distributivi tra deduzioni e detrazioni, con d = tD, è verificata solo nel caso in cui l' aliquota sia costante per ogni livello di reddito.

Cosa accadrebbe, quindi, se le deduzioni e detrazioni si innestassero in una struttura di aliquote variabile e crescente per scaglioni?

Nel caso in cui venisse garantita ai contribuenti la medesima detrazione d' imposta questa comporterebbe lo stesso vantaggio per tutti ( la detrazione riduce, in valore assoluto, l' onere tributario in egual misura per ogni contribuente ).
Una deduzione, invece, si traduce in uno sgravio fiscale il cui ammontare è tanto più elevato, quanto più elevata è l' aliquota marginale e quindi il livello di reddito del contribuente.

 Ecco, un esempio per capire meglio quanto detto:

scaglioni:
da 0 a 10000 euro  aliquota 10%
da 10000,01 a 20000 euro aliquota 20%
etc.

Supponiamo che il contribuente possa scegliere tra una detrazione di 100 € e una deduzione di 1000 €.
Il contribuente che avrà un reddito pari a 10000 € sara indifferente se scegliere l' una o l' altra soluzione, infatti, in entrambi i casi, avrà un debito di imposta pari a 900.
Per quanto riguarda un contribuente con un reddito pari a 20000 €, invece, se sceglierà la deduzione avrà un debito di imposta pari a 2800 €, mentre se sceglierà la detrazione avrà un debito di imposta pari a 2900 €. Il secondo contribuente, quindi, non sarà indifferente alle due opzioni, ma preferirà la deduzione.
Per questa ragione, la detrazione viene considerata, generalmente, uno strumento più giusto, in quanto più equo.

Le diminuzioni di gettito di imposta mediante l' utilizzo di esclusioni, esenzioni, aliquote preferenziali sono fonte di complessità e scarsa trasparenza dei sistemi tributari. I costi di un' agevolazioni fiscale, infatti, sono meno evidenti rispetto a quelli di un trasferimento esplicito di risorse da parte dello Stato ai privati. Queste tipologie dovrebbero essere usate con cautela e valutate secondo principi di efficienza ed equità.

Addio, fiat industrial.

Fiat industrial, dopo la fusione con Cnh, intende portare il domicilio fiscale in Gran Bretagna.
Giusto o sbagliato che sia, è il simbolo di un sistema italiano che non riesce, non solo, ad attrarre capitali dall' estero, ma neanche a tenersi quelli nostrani.

L' importanza della concorrenza non è qualcosa che riguarda soltanto gli imprenditori, ma riguarda in maniera, forse, ancora più importante lo Stato.
Se lo Stato non si preoccupa di fare concorrenza fiscale e legislativa, perché mai un investitore dovrebbe investire in un sistema di leggi e tasse che non è conveniente quanto quello di altri stati?
Comprereste mai un paio di scarpe da un negoziante che le vende a 100 €, quando, poco più in là, lo stesso paio viene venduto a 70 €? NO.
Il sistema italiano produce solo società destinate a fallire, sommerse da tasse, burocrazie varie e da una giustizia che è più simile ad un roulette russa.
I diritti dei lavoratori esistono se esistono non solo i diritti, ma, anche i lavoratori.
Beh, se continuiamo così, è inutile parlare dei diritti di questa categoria che si sta lentamente estinguendo, perché i lavoratori esisteranno finché ci saranno imprenditori.

Se si continua la lotta contro gli imprenditori e contro i portatori di capitale e di ricchezze etichettandoli come ladri, farabutti, corrotti, bastardi, sfruttatori ed evasori, facendo di tutta l' erba un fascio, non stupiamoci se preferiranno altri stati dove, oltre a non essere tartassati da tutte le istituzioni dello stato, gli vengono costruite statue in loro onore ( realmente, non in senso figurato ).
Comprereste mai un paio di scarpe da uno che ve le vende a un prezzo più alto e in più vi insulta?
CERTO CHE NO!!!

Finché l' Italia avrà al collo il cappio dell' invidia sociale, della lotta di classe e un boia che, assuefatto dalla incitazione della folla, non spezza la corda dell' oppressione imprenditoriale saremo un paese destinato a morire.
Finché l' Italia non farà politiche di concorrenza fiscale e legislative i capitali valicheranno le Alpi solo per andarsene, passando per la Svizzera che tra capitali e vizi capitali c' è solo l' imbarazzo della scelta.











mercoledì 15 maggio 2013

imu o non imu

Lo Stato aveva bisogno di soldi, molti soldi... Dove cercarli allora?
L' 80% degli italiani possiede, almeno, una casa di proprietà.
Ecco la soluzione allora: l' IMU.
Un' imposta, inizialmente studiata per racchiudere tutte le imposte e tasse che ruotavano intorno all' abitazione (ici, tarsu, illuminazione stradale etc. etc.) che ha mantenuto, di uguale, solo l' acronimo di imposta municipale unificata e si è trasformata in una vera e propria patrimoniale.
Un' imposta che porta un gettito certo perché le abitazioni sono sempre di qualcuno.
Una patrimoniale che diventa completamente ingiusta quando colpisce la PRIMA casa.
L' IMU sulla PRIMA casa va abolita.
Deve essere abolita perché colpisce il pilastro sulla quale si fonda la famiglia italiana.
Deve essere abolita perché colpisce gli italiani per la sola colpa di avere una casa, come se qualcuno potesse farne a meno.
Deve essere abolita perché colpisce un bene che non produce ricchezza, colpisce un bene fermo, immobile appunto, che viene già altamente tassato quando viene compravenduto.
Deve essere abolita per tutti, senza distinzione.
La proposta di un qualsiasi tipo di progressività sulla PRIMA casa rappresenta il solito pastrocchio burocratico italiano.

  • Progressività in base al reddito:

così facendo, a parità di abitazione si devono corrispondere valori d' imposta differenti a seconda di chi la possiede. Questa non è uguaglianza.
Il panettiere non può farsi pagare il pane a seconda del cliente che gli si presenta davanti, allo stesso modo non capisco perché dovrebbe farlo lo Stato.
Inoltre, se, come si sostiene, l' Italia è la patria dell' evasione fiscale si rischierebbe, ancora una volta, di far pagare sempre i soliti.

  • Progressività in base al valore immobiliare:

in questo modo si rischierebbe di far pagare imposte calcolate su un valore immobiliare vero, molte volte, solo sulla carta. Tre periti tre valori immobiliari differenti, questa è la realtà. Ma poi, chi farà le perizie a tutte le case d' Italia?
Inoltre, perché si dovrebbe pagare un' imposta calcolata sul valore odierno, quando la casa magari è stata acquista 10, 20, 30 anni fa?

  • Progressività in base alle rendite catastali:

Da anni si parla di una revisione delle rendite catastali, ma ancora non sono state fatte e così si è arrivati ad avere case del centro storico di Milano di 200 mq che pagano meno di quelle di 75 mq di recente costruzione nella periferia della stessa città.
Monti ha pensato di rivalutarle tutte indistintamente perché i soldi servivano subito e non c' era tempo di fare una revisione delle rendite catastali adeguata.
Questo tipo di progressività ( anche nell' ipotesi di rendite catastali perfettamente revisionate ), però, tende a pesare la zona di ubicazione e la dimensione dell' abitazione colpendo, quindi, le grosse città, le regioni del Nord e le famiglie numerose che abitano, necessariamente, in appartamenti di più ampia metratura.
Una persona pagherà IMU differenti a seconda della zona dove risiede pur avendo lo stesso stipendio e una casa pressoché equivalente. La casa vicino al posto di lavoro? IMU permettendo...
Inoltre, questo tipo di progressività con l' aggiornamento delle rendite catastali tenderebbe ad avvicinare, sempre più, i valori catastali delle abitazioni a quello reale presunto, ma non considererebbe la possibilità che chi ha acquistato la casa trent' anni fa, oggi, la stessa, non possa più acquistarla ( portandoci al caso precedente ).
Ad esempio, i Navigli di Milano hanno subito una forte rivalutazione, ma molte volte le unità immobiliari sono abitate da anziani con la pensione minima.



Un mix di tutto con innesti di detrazioni per alcune casi?
Sì, così al pagamento dell' IMU sostituiremo o aggiungeremo la parcella del commercialista e molta confusione tra zona, città, n° familiari, metratura, reddito etc. etc... La burocrazia ha già fatto troppi danni.

La casa è un diritto, è un diritto avere un tetto sopra la testa e i diritti fondamentali non si tassano.






domenica 28 aprile 2013

il governo di Hotelling

Il modello di Hotelling rappresenta un duopolio nel quale due venditori di gelato si collocano nei due lati opposti di una spiaggia per non farsi concorrenza. Pur vendendo gli stessi prodotti al medesimo prezzo, i gelatai verranno considerati differentemente dai consumatori ( distribuiti uniformemente lungo tutta la spiaggia ) che si indirizzeranno verso il chiosco più vicino. Ad un certo punto, uno dei due gelatai decide di avvicinarsi al centro della spiaggia per aumentare la propria clientela. L' altro gelataio accorgendosene si sposta di pari distanza. Il processo si ripete fino a quando i due gelatai non si trovano entrambi nel mezzo della spiaggia. Il consumatore, ormai, è indifferente se scegliere l' uno o l' altro perché non vi è più alcuna differenza. Con il rischio, però, di avere alcuni consumatori "periferici" che, scoraggiati dalla distanza, rinunceranno al gelato.
Forte il parallelismo con la politica:
i due partiti si trovavano ai due estremi, sembravano inconciliabili, ma poi si sono trovati insieme al governo dovendo convergere su un programma più "centrista" col rischio di lasciare non rappresentate le posizioni più estreme e di diventare uguali agli occhi degli elettori.
Nel duopolio politico non c' era spazio per il movimento 5 stelle perchè non è un gelataio, ma un venditore di acqua salata sulla spiaggia cocente. Una novità assoluta, ma che si è rilevata completamente inutile.

Ora speriamo che il governo Letta-Alfano riesca a dare le risposte che tutti si aspettano e si aspettavano da tempo. Speriamo che i gelatai riescano a soddisfare i gusti dei clienti.

Nel frattempo ecco l' elenco dei 21 ministri:


Interni  Angelino Alfano
Difesa  Mario Mauro
Esteri  Emma Bonino
Giustizia  Anna Maria Cancellieri
Economia  Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali  Gaetano Quagliariello
Sviluppo  Flavio Zanonato
Infrastrutture  Maurizio Lupi
Poliche Agricole  Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Universita' e ricerca  Maria Chiara Carrozza
Salute  Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali  Enrico Giovannini
Ambiente  Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo  Massimo Brai
Coesione territoriale  Carlo Trigilia
Politiche comunitarie  Anna Maria Bernini
Affari regionali e turismo  Graziano Delrio
Pari opportunita', sport, politiche giovanili  Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento  Dario Franceschini
Integrazione  Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione  Giampiero D'Alia





Cari elettori, care elettrici

Cari elettori, care elettrici,
ma che c***o avete?
Siete cittadini o ultras?
Scorrendo i commenti, di una qualsiasi notizia di politica, si leggono esternazioni che fanno davvero pensare...
Tutti parlano di democrazia, ma se qualcuno non ha votato il partito "giusto" si scatenano una moltitudine di insulti che affossano ogni considerazione di merito, per portarla a una lotta tra "onesti" e "disonesti" tra "buoni" e "cattivi". La democrazia dovrebbe considerare ogni punto di vista meritevole di rappresentanza e non sponsorizzare la dittatura del vincitore. Invece i politici, come i votanti, hanno come massima aspirazione il potere e la vittoria del proprio pensiero su tutti. Gli elettori sono diventati tifosi, i politici calciatori, i partiti squadre e le elezioni sono solo il derby.

Tutti vogliono la democrazia, ma solo per imporre il proprio pensiero... Questo è un bel paradosso!!!

Mi viene in mente una delle prime lezioni di diritto commerciale, in cui veniva affrontato il paradosso dell' imprenditore che pretende un mercato perfettamente libero e concorrenziale pur avendo l' aspirazione di imporsi su tutti gli altri concorrenti e diventare l' unico player di quel settore, un monopolista insomma.


la crisi e la politica

La politica ha tutte le colpe di questa crisi? Si e no.

Sicuramente la classe politica poteva fare meglio, ma non dimentichiamoci che poteva fare anche molto peggio. Guardando a Spagna e Grecia, ci si accorge subito che siamo scampati a scenari di gran lunga peggiori.

Basta guardare al tasso di disoccupazione per capire quanto ce la caviamo meglio:
tasso disoccupazione Gennaio 2013
  • GRECIA                            27,2%
  • SPAGNA                           26,2%
  • ITALIA                               11,6%
La disoccupazione giovanile raggiunge il 60% in Spagna e Grecia, mentre noi rimaniamo sotto il 40%. L' Italia si trova con una disoccupazione alle stelle che sarebbe, però, un sogno per spagnoli e greci.

Superficialmente attribuiamo tutte le responsabilità alla classe politica che ci ha governato in questi anni, dimenticandoci, però, che ci siamo trovati difronte ad una crisi planetaria ( nata oltreoceano ), mixata con l' austerità imposta dai tedeschi.

Una crisi che alcuni considerano peggiore di quella del '29 e che, inevitabilmente, avrebbe creato danni all' economia e all' occupazione a prescindere dalla classe politica che ci avrebbe governato.
La politica poteva solo arginarla, ma non eliminarla.

Ricordo, quando a Ballarò, si faceva continuamente riferimento a Spagna e Grecia come alle nuove Eldorado d' Europa e Zapatero festeggiava il sorpasso spagnolo ai danni della povera Italia... guardatele adesso... nella merda più totale!!!

Non è che i politici italiani ci hanno visto meglio di altri?






piove, governo ladro!!!

Quante volte ci è capitato di sentire esponenti dei partiti politici che si scaricano l' un l' altro le responsabilità della mala politica che ha caratterizzato la storia italiana.
I frequentatori delle piazze non sono da meno e danno la responsabilità di tutti i loro fallimenti alla classe politica che li ha governati... ogni popolazione ha i rappresentanti politici che si merita evidentemente.

Non capisco come mai i successi sono sempre risultati personali, mentre gli errori sono sempre indotti o di responsabilità altrui.

La colpa è una grande cosa, ma non la vuole nessuno.

Sei un drogato... colpa dello stato che non ha contrastato a sufficienza il traffico della droga.

Sei un ladro... colpa dello stato che non ti ha regalato un posto da forestale come è capitato a tanti.

Il ladro sopracitato ti ha rubato l' auto... molto probabilmente è lì in piazza con te a gridare: "governo ladro!".

Tua moglie ti ha lasciato... colpa dello stato che non ti ha garantito una donna, introducendo il divorzio.

Tuo marito ti ha lasciato per una di 20 anni... colpa dello stato che non offre gratuitamente la chirurgia estetica.

Sei un analfabeta... colpa dello stato che a permesso la diffusione degli smartphone e, quindi, sei stato indotto a cercare le soluzioni su internet, anziché studiarle.

Ti sei rovinato coi video poker... colpa dello stato che li usa per lucrare e non per farti vincere facile.

Sei un obeso... colpa dello stato che ha permesso l' apertura del McDonald's.

Sei un ex-dipendente del McDonald's... colpo dalle stato che ha chiuso tutti i McDonald's.

Hai problemi alle vie respiratorie... colpa dello stato che non fa politiche serie per la mobilità sostenibile e permette ancora l' utilizzo delle auto.

sei un ex-dipendente bridgestone o fiat... colpa dello stato che ti vuole far respirare bene e, quindi, niente auto!!!

Piove... colpa dello stato, ma anche un po' di Giuliacci!!!


Se invece sei un uomo/donna di successo, beh, in questo caso, non è merito dello stato che ti ha dato un terreno che ti ha permesso di coltivare i tuoi sogni, ma è tutto merito tuo!!!

Si parla dello stato come se fosse qualcosa di estraneo alla popolazione, mentre in realtà sono la medesima cosa.

I politici sono ladri, farabutti, menefreghisti, bugiardi, furbetti e corrotti, ma non meno di quanto lo è la gente in genere..
Chi non batte gli scontrini? I cittadini.
Chi evade? I cittadini.
Chi passa gli esami copiando? I cittadini.
Chi commette dei furti? I cittadini.
Chi commette delle rapine? I cittadini.
Chi si raccomanda? I cittadini.
Chi si fa corrompere? I cittadini.
Chi stupra? I cittadini.
Chi uccide? I cittadini.
Chi ha le mani pulite? Chi le tiene in tasca.

La piazza da chi è formata? Dai cittadini.

I cittadini sono padri e madri di famiglia, operai, dipendenti, commercianti, imprenditori e anche politici...

Ladri puntano il dito su altri ladri, con la sola differenza che le piazze si innalzano a moralizzatrici assolute con la presunzione di essere vittime innocenti di un sistema ingiusto.

Che brutte piazze...dopo che per decenni i cittadini hanno munto la vacca grassa della politica fino ad ucciderla, ora, che son rimasti solo i politici, li attaccano come unici responsabili.

Piazze unite da un odio comune, ma divise dagli interessi egoistici di ognuno.
Tutti insieme, ma ognuno a casa sua...






sabato 27 aprile 2013

la notte del movimento

Più di 20 milioni di italiani hanno votato per i partiti e vengono considerati, da un movimento che ne ha presi 8 milioni ( molti per errore, come ha confessato lo stesso leader ), dei poveri coglioni, analfabeti, disinformati, ignoranti, pro-casta, ladri, corrotti, collusi e trolls...
Per questo movimento, i partiti non possono governare, ma neppure avere i diritti minimi di chi fa opposizione... Dovrebbero, semplicemente, andarsene.
Dopo che un partito aveva tentato un' alleanza con il movimento, escludendo dai giochi un fetta altrettanto importante di elettori, ricevendo solamente schiaffi e porte in faccia.
Dopo che il movimento aveva sostenuto che era impossibile un' alleanza con qualsiasi partito pena il mancato rispetto della "ragione sociale" del movimento stesso.
Dopo che hanno detto no e no a qualsiasi soluzione condivisa.
Dopo aver detto che l' unico governo che avrebbero sostenuto sarebbe stato il loro.
Dopo che hanno proposto la foglia di fico del PdR che non risolveva niente perché loro di "ammucchiate" non ne avrebbero fatto comunque.
Dopo essersi autoesclusi dai giochi, ora, i razzianti fanno gli emarginati, gli esclusi.
Accusano gli altri di omicidio dopo essersi suicidati.
E ora, dopo l' oscena marcia su Roma, pretendono che la classe politica ( che secondo loro non ha mai rispettato i diritti di nessuno ) rispetti proprio i loro? Ma non avevano detto di conoscerli bene?
Lo scorso sabato la maggior parte degli italiani era a casa e poco gliene fregava se il PdR era Tizio, Caio o Sempronio. Erano rimasti a casa spontaneamente. Persone che vivono sulla propria pelle una crisi economica senza precedenti e, che avrebbero vissuto sulla propria pelle, il rischio del protrarsi di una ingovernabilità che stava diventando estenuante.
Altri avevano circondato il parlamento e, dopo aver deriso e mandato a fanculo tutti indistintamente, ci rimango male se qualcuno gli risponde nello stesso modo.
Ora, anche il movimento subisce attacchi vergognosi da giornalisti prezzolati, gli stessi che quando parlano a favore diventano giornalisti imparziali ( mi sembra di averla già sentita questa storia... ).
Chiunque non faccia parte del movimento, o non vi aderisca fedelmente in ogni suo singolo punto, può essere colpito sul piano personale e nessuno si deve indignare. Per i comici è normale che i rappresentanti della politica vengano sbeffeggiati, insultati, derisi.
Quando abbiamo visto le mail, le intercettazioni telefoniche, le foto di molti parlamentari sbattute sulle prime pagine di tutti i giornali, molti si sono indignati, ma per quello che hanno fatto emergere. Mentre ora, che è capitato al movimento, ci si deve indignare per la sola lesione della privacy.


martedì 23 aprile 2013

Grillo adesso smettila

Ora hai veramente rotto.

Ogni giorno ci illumini del tuo sapere da padre eterno per avere un mondo migliore, ma perché allora non fai qualcosa per salvarci?

Sei in parlamento col 25% dei voti ( mi sembra una percentuale rilevante, anche se lontana dal 100% ) e rilasci dichiarazioni come se fossi un osservatore esterno che nulla può fare per intervenire nella vita politica.
Non fai altro che accusare gli altri politici per le scelte del passato e, quindi, ti comporti come se il tuo ruolo fosse ancora quello di comico. Il problema è che tale ruolo non ti appartiene più ormai. Ad oggi, sei parte della politica, parte del sistema, dunque, sei un politico!
 Te ne sei reso conto oppure no?
 Quindi, al posto di condannare gli altri per il passato, inizia a preoccuparti per il futuro e ad intervenire con soluzioni e con  idee nuove, di cui la popolazione ha veramente bisogno, nonché a fare scelte concrete perché questo è ciò che fa un vero politico!

Oggi fai la sparata che entro l' autunno l' Italia andrà in bancarotta. Ebbene tu cosa fai con quei falliti in parlamento? Guardi l' Italia che brucia? O forse tu vuoi che bruci? Non è che vuoi le case di legno affinché, così, brucino meglio?

Lo stato è fallito, le aziende sono fallite. Insomma, tutti sono falliti, tranne te, comico fallito che hai trovato il successo sparando merda su tutti, ma senza dare soluzioni.
Rispondi dunque a questa domanda: come fa uno stato che consideri fallito a dare il reddito di cittadinanza se ormai non ha neanche i soldi per stipendi e pensioni? Ci prendi in giro?

Parli come se il movimento cinque stelle fosse fuori dai giochi della politica. Parli come se fossi l' unico detentore della verità, ma quando c' è qualcosa da fare ti tiri indietro e te ne lavi le mani, lasciando l' onere del fare alla vecchia politica. Ovviamente, questo accade perché tu lo sai bene che nella protesta sono tutti d accordo, ma quando si tratta di prendere le decisioni è molto diverso ed è lì che viene la parte difficile.
Il PD va avanti con l' odio verso i partiti di destra, tu con l' odio verso tutti i partiti, ma quando c' è da decidere qualcosa...

Cosa dire poi della buffonata delle "quirinarie"? Elezione diretta? Ma quale? Quella per la quale hanno votato circa 48000  persone che hanno dato 4677 preferenze al terzo classificato? 4677 persone sono l' Italia? Chi prende 4677 preferenze è il Pdr degli italiani?
Dunque mi chiedo: a che gioco stiamo giocando?
Perché non li hai interpellati quando si dovevano fare scelte più importanti?
Perché lo streaming lo fai quando devi sputtanare qualcuno in diretta, ma non quando vi chiudete negli agriturismi per decidere?

L' aria nuova è forse rappresentata da un cartomante che si crede rivoluzionario perché gira con il camper ( che è più grosso di un suv  ) nel centro di Roma e paga i benzinai con formaggi e salami?
Accusi gli altri di "golpetto furbetto" quando il golpetto lo volevi fare tu...

Sei solo un qualunquista. Entra nel merito delle decisioni che possono far bene all' Italia, altrimenti vattene nella tua casa sul mare a fare l' uomo mosca e non rompere i c******i.
Ogni giorno devi rivendicare la tua profonda conoscenza del tutto, tuttologo da strapazzo, che sa come risolvere tutti i problemi della società, ma che, per dispetto, non li rivela.

Sei un grande comico,
fattene una ragione.








lunedì 22 aprile 2013

giovani vecchi

Sono veramente stanco di sentire che bisogna fare largo ai giovani, pur avendo 24 anni.

Cosa me ne faccio di un giovane che non ha idee o al massimo ce le ha, ma sono vecchie come non mai?

La nuova politica la si deve cercare nelle idee innovative e non nelle facce con meno rughe.
Insomma, le buone idee ce le ha chi ce le ha.
Un politico è bravo perché è bravo, punto.

Abbiamo un parlamento pieno di giovani e, ad oggi, cosa hanno combinato?
Niente, a parte qualche gita in parlamento.
Hanno dimenticato il succo della democrazia: il dialogo, il confronto.
Il confronto, anzi, è proprio bandito e si chiama "inciucio"!!!

Tutti arroccati sulle loro posizioni come unici detentori della verità. Qualcuno la chiama coerenza, per me è solo ignoranza.
Giovani vittime dell' "infantilismo" e di una società che li ha viziati troppo.
Bambini che gridano soltanto: "lo voglio, lo voglio!".

Il parlamento è diventato una grossa scuola materna di giovani e finti ragazzi dai capelli bianchi, che vogliono fare i grandi perché hanno imparato ad andare in bagno da soli.

Perché finti giovani ottusi senza idee dovrebbero essere in grado di gestire il governo di una nazione o di un azienda?

Non prendetemi per il culo!!!

A cosa servono persone che non sono in grado di prendere una decisione, se non dopo aver guardato la bacheca di Facebook per vedere quanti "mi piace" ha ricevuto quell' iniziativa?
In parlamento non abbiamo bisogno di qualunquisti che fanno discorsi sulla "pace nel mondo", discorsi teorici   e ovvi, talmente banali da essere condivisi da tutti.
Non abbiamo bisogno di chi spreca parole su evidenze inopinabili, ma, al contrario di politici che entrino nel merito di soluzioni concrete e di nuove idee adatte ai problemi attuali.

Inoltre nella realtà c' è una evidente contraddizione.
Come mai, quando un vostro parente deve essere operato, pretendete di farlo curare dal medico più anziano per esperienza e guardate il medico appena laureato con diffidenza?
Perché quando dovete acquistare un casa vi dà più fiducia l' agente immobiliare di 60 anni, mentre quello di 20 anni viene considerato solo un "galoppino"?

Semplice: perché i giovani sono la novità, ma tutti sanno che il nuovo non è per forza meglio e, spesso, si pensa che il più anziano abbia più esperienza e, quindi, più competenza.

In realtà, ci si vuole solo affidare a persone capaci.
Se hanno 20 o 100 anni che importa?

Basta col merito anagrafico che tutti vogliono, ma a cui nessuno crede.







domenica 21 aprile 2013

che brutto blog!!!


Una mia amica blogger, dopo aver visto il mio blog, non si è tirata indietro dal far critiche.

Cavolo...

Sosteneva che questo blog era un po' vuoto, senza foto, senza video, senza colori, senza grafica... quindi poco attrattivo per i naviganti del web.
Come darle torto?! Ha pianamente ragione.

Ma la mia è stata una scelta... forse sbagliata... ma una scelta.

Colpa dei Sottottotono che cantavano: " ...meglio un bel disco senza grafica, che tante belle foto senza musica..."

A me piacerebbe che chi passa da queste parti venga attirato solo da ciò che scrivo e non dai fronzoli che ornerebbero il mio blog. Se farò visualizzazioni sarò sicuro che sarà per ciò che posto e non per aver azzeccato la scelta del layout. La sostanza deve prevalere sulla forma!!!

Vedremo chi la spunterà!!!









mercoledì 10 aprile 2013

commissioni parlamentari si o no?

Cosa sono le commissioni?
Le commissioni sono organi collegiali del Parlamento composte in modo da rispecchiare, appunto, la proporzione dei gruppi parlamentari.
L' art. 72 della Costituzione recita così: "... commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari...".
Nulla viene detto sulla necessità di formare un Governo per l' avvio delle commissioni.
Leggendo letteralmente l' articolo sembra tutto chiaro.

Chi mastica un po' di diritto sa che la sola analisi letterale della legge porta a ben poco e ad una visione miope degli obbiettivi del legislatore.

Ad esempio, cosa si intende per "gruppo parlamentare"?
Per gruppo parlamentare non si intende necessariamente partito, altrimenti si sarebbe usato quest' ultimo termine.
I gruppi parlamentari, comunemente parlando, coincidono con i partiti, ma non necessariamente.


Basti pensare che possono esistere gruppi non corrispondenti a nessun partito o a più partiti contemporaneamente ( ad esempio, il gruppo misto ). In secondo luogo, possono esserci partiti i cui parlamentari non possono costituirsi in gruppo secondo le regole poste dai regolamenti parlamentari.
Il gruppo parlamentare rappresenta più che altro un' unione tra parlamentari che condividono una stessa corrente di pensiero.


Per semplificare il concetto,poniamo un altro esempio, pensando alla differenza/analogia tra Stato e Nazione.
Comunemente, sono utilizzati per indicare lo stesso concetto, ma mentre lo Stato è una entità politica e geopolitica, la nazione è una entità culturale e/o etnica.
Molte volte, nella realtà, questi termini coincidono, ma non sempre: pensiamo, ad esempio, al Belgio ( uno stato, ma, almeno, due nazioni ).



Oggi, usciti dalle urne praticamente con tre minoranze partitiche, si rischia di portare lo stallo anche nelle commissioni.
Fino a quando non si farà un Governo, quindi, non si deciderà neppure una linea programmatica di governo del Paese. Di conseguenza, senza maggioranza e opposizione, si rischia di avere commissioni divise in base agli interessi di partito e non a correnti di pensiero favorevoli e contrarie alla linea del Governo. Questa è la valutazione da fare per analizzare la situazione particolare uscita dalle urne.
Se dalle elezioni fosse uscita una vittoria certa, poco contava questa differenza lessicale tra partito e gruppo parlamentare.In questo caso, però, tale sottile differenza ha un grande valore.
L' articolo della Costituzione voleva garantire la rappresentanza nelle commissioni di ogni corrente di pensiero presente in parlamento, ma ad oggi, non si è neanche capito chi vuole che cosa.

Ecco qual è il problema!

Se aggiungiamo, inoltre, che al Parlamento spetta il potere legislativo, ma non quello esecutivo, che è prerogativa del Governo, la pretesa di far partire le commissioni diventa solamente propaganda elettorale.

Per concludere, come il partito o movimento vota al suo interno a maggioranza la linea da seguire, così le forze parlamentari hanno deciso, a maggioranza, che costituire ora le commissioni non sia opportuno. Questa è democrazia!!!

domenica 7 aprile 2013

la politica non si improvvisa!!!

Perfetto!

Finalmente in parlamento si respira aria nuova...
Peccato che sia più acre di quella di prima.
Parte degli elettori, non contenti della classe politica che li ha governati ( ma chi lo è? ), ha preferito mettere al governo una massa di bravissimi e onestissimi incompetenti che faranno sbattere l' Italia, non per soddisfare la loro fame di denaro, ma solo per la loro completa ignoranza.
Tutto questo solo per il gusto di cambiare... che pena!!!

Siccome i ricercatori non hanno trovato la cura per l' aids, perché non affidare queste ricerche al panettiere sotto casa mia, che tra l' altro, è una persona onestissima. Sicuramente, in questo modo, si troverà la cura. Sembra un discorso assurdo, eppure, in parlamento è accaduto proprio questo.

Questi onorevoli, ops cittadini, strapagati come potrebbero valutare in coscienza le scelte intraprese da Draghi, se non sanno neanche chi è costui?
Io mi aspetterei che i politici ne sappiano qualcosa in più della media dei cittadini, affinché gestiscano al meglio la cosa pubblica; ma, a questo punto, è solo una speranza.

Questa è meritocrazia?
Oltre al danno la beffa...

Se le scelte le potevano fare i cittadini, che cosa li paghiamo a fare i politici?
Di palpatori di pulsanti non ne abbiamo bisogno!!!

Non ci si improvvisa politici!!!!
Non ci si improvvisa meccanici!!!
Non ci si improvvisa medici!!!
Non ci si improvvisa idraulici!!!







giovedì 28 marzo 2013

serve un governo!

Guardare oggi la politica è come guardare una delle più avvincenti puntate di una soap opera.

Clara vuole stare con George, ma George vuole stare con Clarissa, ma Clarissa in realtà si scoprirà avere un debole per Clara.

ohhh my God!!!

Oggi c' è una vera e propria emergenza, non c'è tempo!!!

Il popolo italiano è al pronto soccorso e quelli che dovrebbero curarci sono lì che litigano tra loro.
Il laureando in medicina vuole operare a tutti i costi e vuole farlo da solo. Per quanto riguarda i due medici, uno non vuole vedere l' altro, ma servono due medici per l' intervento.
Risultato: il malato muore!!!
Questa è malasanità!!!
Possiamo sempre sperare che il malato guarisca da solo...


Ancora una volta non si guarda alla sostanza delle cose!!!

Ci sono alcuni provvedimenti che si possono e si devono fare subito:
  • riduzione dell' imu (vuole essere rimodulato, perlomeno, da tutti);
  • riduzione dei costi della politica;
  • nuova legge elettorale;
  • bloccare l' aumento dell' iva;
  • bloccare la tares;
  • riduzione del costo del lavoro;
  • riduzione dell' irap.
Per tutti questi punti una maggioranza parlamentare c'è!!! Ma se al posto di ragionare sui punti comuni ci si ferma ai pregiudizi di una parte politica o di un altra non si va da nessuna parte.

Bisogna trovare i punti di contatto tra le varie forze politiche e non soffermarsi sui punti di divergenza.

La politica dovrebbe essere l' arte del compromesso e del dialogo, l' anima della democrazia; non dovrebbe essere una mera lotta tra poteri e ideologie che si scontrano sulla base di un pregiudizio.

costi-benefici

In una delle prime lezioni di microeconomia ho imparato che l' approccio costi-benefici è un modo per studiare le decisioni individuali.

Quando il beneficio dell' azione x è maggiore del costo dell' azione x, l' azione x deve essere intrapresa, altrimenti no.

La scelta è determinata quindi da una posizione razionale e non dalla moralità.

Questo approccio che sembra applicabile solo a eventi economici, in realtà, ben si presta alla vita quotidiana.

Chi farebbe mai qualcosa che gli costa più del piacere che gli procura?

Ovvio non siamo degli automi però non possiamo negare che la moralità, a volte, diventa un costo troppo grande che rende inaccettabili scelte che altrimenti sarebbero state intraprese.

In sintesi, cerco sempre di rifarmi a questi tre principi:
  • il principio della prevalenza della sostanza sulla forma (post n°1);
  • il principio del rispetto della libertà individuale (post n°2);
  • il principio dei costi-benefici.

La moralità

Molte volte si sente parlare di moralità, ma che cos' è?
Con questo termine si fa riferimento a un insieme di valori e principi condivisi da un gruppo di persone in un determinato periodo storico.
La definizione è molto chiara, ma non entra nel merito della bontà dei valori e dei principi anche se questo, molte volte, viene dato per scontato.
Inoltre dalla definizione traspare che la moralità non è qualcosa di assoluto e a sè stante, ma qualcosa che viene definito dalle persone e dal tempo.
Come appellarsi quindi a dei principi che di fatto sono solo l' appannaggio di un gruppo di persone?
Qual' è la morale giusta e quale quella sbagliata?
Non c' è una risposta univoca a questi quesiti perchè ciò che è giusto per qualcuno è sbagliato per qualcun altro.

Come uscirne?
La democrazia è lo strumento che sembra funzionarie meglio perchè, nobilitando il pensiero della maggioranza, fa contento il maggior numero di persone.
Come sosteneva Platone, però, la maggioranza non è necessariamente la detentrice dei valori e dei principi giusti ( ma in fondo cos' è giusto ).
Non penso certo che la soluzione sia quella di cadere in totalitarismi dove una setta di  sedicenti super-uomini detta il divenire di uno stato.

Ci troviamo in un vicolo cieco?

No.
Secondo me una soluzione c' è... ed è più semplice di quello che sembra.

La moralità di alcuni limita la libertà di altri, ma la moralità, come abbiamo detto, non è  né giusta né sbagliata. Perché, allora, dovrebbe limitare  la libertà?

Inoltre, limitando la libertà individuale, si va contro alla moralità stessa: chi non ha come principio la pretesa di autodeterminarsi?

Perchè allora non spostiamo l' attenzione sulla libertà e sui suoi confini, lasciando agli individui la scelta dei principi che vogliono seguire.

Pensiamo alle legge sull' aborto: molti sono contrariati da questa pratica e lo trovano come qualcosa di inumano e immorale. Eppure è legge anche se va contro la moralità di alcuni, per non dire di molti.
Se l' aborto non fosse consentito, staremmo limitando la libertà dell' essere umano di scegliere la propria vita e, quindi, di autodeterminarsi. Al contrario, ammettendolo, si amplia la libertà di alcuni individui ( che potranno scegliere per se stessi ), senza, tuttavia, limitare la libertà degli altri.
Infatti, le persone, che considerano moralmente sbagliato l' aborto, non saranno comunque limitate nella loro libertà.



ciao a tutti

Eccomi  qua, sono l' ennesimo individuo che apre un blog con la presunzione di lasciare un segno nel mondo di internet.
Sono uno studente laureando in scienze bancarie, con un' esperienza lavorativa alle spalle, che vuole farsi spazio in questo mondo che sta diventando sempre più difficile.
Perché "la sostanza sulla forma"? Semplice: perché oggi, sempre più, dobbiamo guardare le cose per quello che sono realmente e smetterla di fermarsi alla sola apparenza.
Questo principio l' ho rubato alla ragioneria, perché ben si presta alla mia idea di visione del mondo.

Quante volte vi è capitato di voler tirare su una bici che, trovandosi a terra in mezzo al marciapiede, ostruiva il vostro passaggio, e quante volte l' avete lasciata lì per la paura che qualcuno vi accusasse di qualcosa?
Sostanzialmente volevate fare una cosa buona, ma sentivate che se vi avesse visto il proprietario avrebbe gridato " al ladro!!!" o, se fosse andata bene, vi avrebbe dato la colpa di avergli fatto cadere la bici.
Il pregiudizio di guardare solo all' apparenza del gesto è quello che sta avvelenando la nostra società moderna.

Se all' apparenza, poi, aggiungiamo la mancanza di fiducia il mix esplosivo è pronto.
La mancanza di fiducia, però, nasce proprio dal fatto che ci siamo sempre affidati all' apparenza, alla percezione di ciò che ci circonda.

Non voglio sostenere il detto " l' apparenza inganna", perché molte volte ciò che sembra è; voglio solo sottolineare l' importanza di non doversi fermare mai alla prima impressione.


In questo blog cercherò di esprimere il mio punto di vista su alcuni argomenti di attualità.

ciao a tutti.