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domenica 26 maggio 2013

Addio, fiat industrial.

Fiat industrial, dopo la fusione con Cnh, intende portare il domicilio fiscale in Gran Bretagna.
Giusto o sbagliato che sia, è il simbolo di un sistema italiano che non riesce, non solo, ad attrarre capitali dall' estero, ma neanche a tenersi quelli nostrani.

L' importanza della concorrenza non è qualcosa che riguarda soltanto gli imprenditori, ma riguarda in maniera, forse, ancora più importante lo Stato.
Se lo Stato non si preoccupa di fare concorrenza fiscale e legislativa, perché mai un investitore dovrebbe investire in un sistema di leggi e tasse che non è conveniente quanto quello di altri stati?
Comprereste mai un paio di scarpe da un negoziante che le vende a 100 €, quando, poco più in là, lo stesso paio viene venduto a 70 €? NO.
Il sistema italiano produce solo società destinate a fallire, sommerse da tasse, burocrazie varie e da una giustizia che è più simile ad un roulette russa.
I diritti dei lavoratori esistono se esistono non solo i diritti, ma, anche i lavoratori.
Beh, se continuiamo così, è inutile parlare dei diritti di questa categoria che si sta lentamente estinguendo, perché i lavoratori esisteranno finché ci saranno imprenditori.

Se si continua la lotta contro gli imprenditori e contro i portatori di capitale e di ricchezze etichettandoli come ladri, farabutti, corrotti, bastardi, sfruttatori ed evasori, facendo di tutta l' erba un fascio, non stupiamoci se preferiranno altri stati dove, oltre a non essere tartassati da tutte le istituzioni dello stato, gli vengono costruite statue in loro onore ( realmente, non in senso figurato ).
Comprereste mai un paio di scarpe da uno che ve le vende a un prezzo più alto e in più vi insulta?
CERTO CHE NO!!!

Finché l' Italia avrà al collo il cappio dell' invidia sociale, della lotta di classe e un boia che, assuefatto dalla incitazione della folla, non spezza la corda dell' oppressione imprenditoriale saremo un paese destinato a morire.
Finché l' Italia non farà politiche di concorrenza fiscale e legislative i capitali valicheranno le Alpi solo per andarsene, passando per la Svizzera che tra capitali e vizi capitali c' è solo l' imbarazzo della scelta.











mercoledì 15 maggio 2013

imu o non imu

Lo Stato aveva bisogno di soldi, molti soldi... Dove cercarli allora?
L' 80% degli italiani possiede, almeno, una casa di proprietà.
Ecco la soluzione allora: l' IMU.
Un' imposta, inizialmente studiata per racchiudere tutte le imposte e tasse che ruotavano intorno all' abitazione (ici, tarsu, illuminazione stradale etc. etc.) che ha mantenuto, di uguale, solo l' acronimo di imposta municipale unificata e si è trasformata in una vera e propria patrimoniale.
Un' imposta che porta un gettito certo perché le abitazioni sono sempre di qualcuno.
Una patrimoniale che diventa completamente ingiusta quando colpisce la PRIMA casa.
L' IMU sulla PRIMA casa va abolita.
Deve essere abolita perché colpisce il pilastro sulla quale si fonda la famiglia italiana.
Deve essere abolita perché colpisce gli italiani per la sola colpa di avere una casa, come se qualcuno potesse farne a meno.
Deve essere abolita perché colpisce un bene che non produce ricchezza, colpisce un bene fermo, immobile appunto, che viene già altamente tassato quando viene compravenduto.
Deve essere abolita per tutti, senza distinzione.
La proposta di un qualsiasi tipo di progressività sulla PRIMA casa rappresenta il solito pastrocchio burocratico italiano.

  • Progressività in base al reddito:

così facendo, a parità di abitazione si devono corrispondere valori d' imposta differenti a seconda di chi la possiede. Questa non è uguaglianza.
Il panettiere non può farsi pagare il pane a seconda del cliente che gli si presenta davanti, allo stesso modo non capisco perché dovrebbe farlo lo Stato.
Inoltre, se, come si sostiene, l' Italia è la patria dell' evasione fiscale si rischierebbe, ancora una volta, di far pagare sempre i soliti.

  • Progressività in base al valore immobiliare:

in questo modo si rischierebbe di far pagare imposte calcolate su un valore immobiliare vero, molte volte, solo sulla carta. Tre periti tre valori immobiliari differenti, questa è la realtà. Ma poi, chi farà le perizie a tutte le case d' Italia?
Inoltre, perché si dovrebbe pagare un' imposta calcolata sul valore odierno, quando la casa magari è stata acquista 10, 20, 30 anni fa?

  • Progressività in base alle rendite catastali:

Da anni si parla di una revisione delle rendite catastali, ma ancora non sono state fatte e così si è arrivati ad avere case del centro storico di Milano di 200 mq che pagano meno di quelle di 75 mq di recente costruzione nella periferia della stessa città.
Monti ha pensato di rivalutarle tutte indistintamente perché i soldi servivano subito e non c' era tempo di fare una revisione delle rendite catastali adeguata.
Questo tipo di progressività ( anche nell' ipotesi di rendite catastali perfettamente revisionate ), però, tende a pesare la zona di ubicazione e la dimensione dell' abitazione colpendo, quindi, le grosse città, le regioni del Nord e le famiglie numerose che abitano, necessariamente, in appartamenti di più ampia metratura.
Una persona pagherà IMU differenti a seconda della zona dove risiede pur avendo lo stesso stipendio e una casa pressoché equivalente. La casa vicino al posto di lavoro? IMU permettendo...
Inoltre, questo tipo di progressività con l' aggiornamento delle rendite catastali tenderebbe ad avvicinare, sempre più, i valori catastali delle abitazioni a quello reale presunto, ma non considererebbe la possibilità che chi ha acquistato la casa trent' anni fa, oggi, la stessa, non possa più acquistarla ( portandoci al caso precedente ).
Ad esempio, i Navigli di Milano hanno subito una forte rivalutazione, ma molte volte le unità immobiliari sono abitate da anziani con la pensione minima.



Un mix di tutto con innesti di detrazioni per alcune casi?
Sì, così al pagamento dell' IMU sostituiremo o aggiungeremo la parcella del commercialista e molta confusione tra zona, città, n° familiari, metratura, reddito etc. etc... La burocrazia ha già fatto troppi danni.

La casa è un diritto, è un diritto avere un tetto sopra la testa e i diritti fondamentali non si tassano.






domenica 28 aprile 2013

il governo di Hotelling

Il modello di Hotelling rappresenta un duopolio nel quale due venditori di gelato si collocano nei due lati opposti di una spiaggia per non farsi concorrenza. Pur vendendo gli stessi prodotti al medesimo prezzo, i gelatai verranno considerati differentemente dai consumatori ( distribuiti uniformemente lungo tutta la spiaggia ) che si indirizzeranno verso il chiosco più vicino. Ad un certo punto, uno dei due gelatai decide di avvicinarsi al centro della spiaggia per aumentare la propria clientela. L' altro gelataio accorgendosene si sposta di pari distanza. Il processo si ripete fino a quando i due gelatai non si trovano entrambi nel mezzo della spiaggia. Il consumatore, ormai, è indifferente se scegliere l' uno o l' altro perché non vi è più alcuna differenza. Con il rischio, però, di avere alcuni consumatori "periferici" che, scoraggiati dalla distanza, rinunceranno al gelato.
Forte il parallelismo con la politica:
i due partiti si trovavano ai due estremi, sembravano inconciliabili, ma poi si sono trovati insieme al governo dovendo convergere su un programma più "centrista" col rischio di lasciare non rappresentate le posizioni più estreme e di diventare uguali agli occhi degli elettori.
Nel duopolio politico non c' era spazio per il movimento 5 stelle perchè non è un gelataio, ma un venditore di acqua salata sulla spiaggia cocente. Una novità assoluta, ma che si è rilevata completamente inutile.

Ora speriamo che il governo Letta-Alfano riesca a dare le risposte che tutti si aspettano e si aspettavano da tempo. Speriamo che i gelatai riescano a soddisfare i gusti dei clienti.

Nel frattempo ecco l' elenco dei 21 ministri:


Interni  Angelino Alfano
Difesa  Mario Mauro
Esteri  Emma Bonino
Giustizia  Anna Maria Cancellieri
Economia  Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali  Gaetano Quagliariello
Sviluppo  Flavio Zanonato
Infrastrutture  Maurizio Lupi
Poliche Agricole  Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Universita' e ricerca  Maria Chiara Carrozza
Salute  Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali  Enrico Giovannini
Ambiente  Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo  Massimo Brai
Coesione territoriale  Carlo Trigilia
Politiche comunitarie  Anna Maria Bernini
Affari regionali e turismo  Graziano Delrio
Pari opportunita', sport, politiche giovanili  Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento  Dario Franceschini
Integrazione  Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione  Giampiero D'Alia





Cari elettori, care elettrici

Cari elettori, care elettrici,
ma che c***o avete?
Siete cittadini o ultras?
Scorrendo i commenti, di una qualsiasi notizia di politica, si leggono esternazioni che fanno davvero pensare...
Tutti parlano di democrazia, ma se qualcuno non ha votato il partito "giusto" si scatenano una moltitudine di insulti che affossano ogni considerazione di merito, per portarla a una lotta tra "onesti" e "disonesti" tra "buoni" e "cattivi". La democrazia dovrebbe considerare ogni punto di vista meritevole di rappresentanza e non sponsorizzare la dittatura del vincitore. Invece i politici, come i votanti, hanno come massima aspirazione il potere e la vittoria del proprio pensiero su tutti. Gli elettori sono diventati tifosi, i politici calciatori, i partiti squadre e le elezioni sono solo il derby.

Tutti vogliono la democrazia, ma solo per imporre il proprio pensiero... Questo è un bel paradosso!!!

Mi viene in mente una delle prime lezioni di diritto commerciale, in cui veniva affrontato il paradosso dell' imprenditore che pretende un mercato perfettamente libero e concorrenziale pur avendo l' aspirazione di imporsi su tutti gli altri concorrenti e diventare l' unico player di quel settore, un monopolista insomma.


piove, governo ladro!!!

Quante volte ci è capitato di sentire esponenti dei partiti politici che si scaricano l' un l' altro le responsabilità della mala politica che ha caratterizzato la storia italiana.
I frequentatori delle piazze non sono da meno e danno la responsabilità di tutti i loro fallimenti alla classe politica che li ha governati... ogni popolazione ha i rappresentanti politici che si merita evidentemente.

Non capisco come mai i successi sono sempre risultati personali, mentre gli errori sono sempre indotti o di responsabilità altrui.

La colpa è una grande cosa, ma non la vuole nessuno.

Sei un drogato... colpa dello stato che non ha contrastato a sufficienza il traffico della droga.

Sei un ladro... colpa dello stato che non ti ha regalato un posto da forestale come è capitato a tanti.

Il ladro sopracitato ti ha rubato l' auto... molto probabilmente è lì in piazza con te a gridare: "governo ladro!".

Tua moglie ti ha lasciato... colpa dello stato che non ti ha garantito una donna, introducendo il divorzio.

Tuo marito ti ha lasciato per una di 20 anni... colpa dello stato che non offre gratuitamente la chirurgia estetica.

Sei un analfabeta... colpa dello stato che a permesso la diffusione degli smartphone e, quindi, sei stato indotto a cercare le soluzioni su internet, anziché studiarle.

Ti sei rovinato coi video poker... colpa dello stato che li usa per lucrare e non per farti vincere facile.

Sei un obeso... colpa dello stato che ha permesso l' apertura del McDonald's.

Sei un ex-dipendente del McDonald's... colpo dalle stato che ha chiuso tutti i McDonald's.

Hai problemi alle vie respiratorie... colpa dello stato che non fa politiche serie per la mobilità sostenibile e permette ancora l' utilizzo delle auto.

sei un ex-dipendente bridgestone o fiat... colpa dello stato che ti vuole far respirare bene e, quindi, niente auto!!!

Piove... colpa dello stato, ma anche un po' di Giuliacci!!!


Se invece sei un uomo/donna di successo, beh, in questo caso, non è merito dello stato che ti ha dato un terreno che ti ha permesso di coltivare i tuoi sogni, ma è tutto merito tuo!!!

Si parla dello stato come se fosse qualcosa di estraneo alla popolazione, mentre in realtà sono la medesima cosa.

I politici sono ladri, farabutti, menefreghisti, bugiardi, furbetti e corrotti, ma non meno di quanto lo è la gente in genere..
Chi non batte gli scontrini? I cittadini.
Chi evade? I cittadini.
Chi passa gli esami copiando? I cittadini.
Chi commette dei furti? I cittadini.
Chi commette delle rapine? I cittadini.
Chi si raccomanda? I cittadini.
Chi si fa corrompere? I cittadini.
Chi stupra? I cittadini.
Chi uccide? I cittadini.
Chi ha le mani pulite? Chi le tiene in tasca.

La piazza da chi è formata? Dai cittadini.

I cittadini sono padri e madri di famiglia, operai, dipendenti, commercianti, imprenditori e anche politici...

Ladri puntano il dito su altri ladri, con la sola differenza che le piazze si innalzano a moralizzatrici assolute con la presunzione di essere vittime innocenti di un sistema ingiusto.

Che brutte piazze...dopo che per decenni i cittadini hanno munto la vacca grassa della politica fino ad ucciderla, ora, che son rimasti solo i politici, li attaccano come unici responsabili.

Piazze unite da un odio comune, ma divise dagli interessi egoistici di ognuno.
Tutti insieme, ma ognuno a casa sua...






martedì 23 aprile 2013

Grillo adesso smettila

Ora hai veramente rotto.

Ogni giorno ci illumini del tuo sapere da padre eterno per avere un mondo migliore, ma perché allora non fai qualcosa per salvarci?

Sei in parlamento col 25% dei voti ( mi sembra una percentuale rilevante, anche se lontana dal 100% ) e rilasci dichiarazioni come se fossi un osservatore esterno che nulla può fare per intervenire nella vita politica.
Non fai altro che accusare gli altri politici per le scelte del passato e, quindi, ti comporti come se il tuo ruolo fosse ancora quello di comico. Il problema è che tale ruolo non ti appartiene più ormai. Ad oggi, sei parte della politica, parte del sistema, dunque, sei un politico!
 Te ne sei reso conto oppure no?
 Quindi, al posto di condannare gli altri per il passato, inizia a preoccuparti per il futuro e ad intervenire con soluzioni e con  idee nuove, di cui la popolazione ha veramente bisogno, nonché a fare scelte concrete perché questo è ciò che fa un vero politico!

Oggi fai la sparata che entro l' autunno l' Italia andrà in bancarotta. Ebbene tu cosa fai con quei falliti in parlamento? Guardi l' Italia che brucia? O forse tu vuoi che bruci? Non è che vuoi le case di legno affinché, così, brucino meglio?

Lo stato è fallito, le aziende sono fallite. Insomma, tutti sono falliti, tranne te, comico fallito che hai trovato il successo sparando merda su tutti, ma senza dare soluzioni.
Rispondi dunque a questa domanda: come fa uno stato che consideri fallito a dare il reddito di cittadinanza se ormai non ha neanche i soldi per stipendi e pensioni? Ci prendi in giro?

Parli come se il movimento cinque stelle fosse fuori dai giochi della politica. Parli come se fossi l' unico detentore della verità, ma quando c' è qualcosa da fare ti tiri indietro e te ne lavi le mani, lasciando l' onere del fare alla vecchia politica. Ovviamente, questo accade perché tu lo sai bene che nella protesta sono tutti d accordo, ma quando si tratta di prendere le decisioni è molto diverso ed è lì che viene la parte difficile.
Il PD va avanti con l' odio verso i partiti di destra, tu con l' odio verso tutti i partiti, ma quando c' è da decidere qualcosa...

Cosa dire poi della buffonata delle "quirinarie"? Elezione diretta? Ma quale? Quella per la quale hanno votato circa 48000  persone che hanno dato 4677 preferenze al terzo classificato? 4677 persone sono l' Italia? Chi prende 4677 preferenze è il Pdr degli italiani?
Dunque mi chiedo: a che gioco stiamo giocando?
Perché non li hai interpellati quando si dovevano fare scelte più importanti?
Perché lo streaming lo fai quando devi sputtanare qualcuno in diretta, ma non quando vi chiudete negli agriturismi per decidere?

L' aria nuova è forse rappresentata da un cartomante che si crede rivoluzionario perché gira con il camper ( che è più grosso di un suv  ) nel centro di Roma e paga i benzinai con formaggi e salami?
Accusi gli altri di "golpetto furbetto" quando il golpetto lo volevi fare tu...

Sei solo un qualunquista. Entra nel merito delle decisioni che possono far bene all' Italia, altrimenti vattene nella tua casa sul mare a fare l' uomo mosca e non rompere i c******i.
Ogni giorno devi rivendicare la tua profonda conoscenza del tutto, tuttologo da strapazzo, che sa come risolvere tutti i problemi della società, ma che, per dispetto, non li rivela.

Sei un grande comico,
fattene una ragione.








mercoledì 10 aprile 2013

commissioni parlamentari si o no?

Cosa sono le commissioni?
Le commissioni sono organi collegiali del Parlamento composte in modo da rispecchiare, appunto, la proporzione dei gruppi parlamentari.
L' art. 72 della Costituzione recita così: "... commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari...".
Nulla viene detto sulla necessità di formare un Governo per l' avvio delle commissioni.
Leggendo letteralmente l' articolo sembra tutto chiaro.

Chi mastica un po' di diritto sa che la sola analisi letterale della legge porta a ben poco e ad una visione miope degli obbiettivi del legislatore.

Ad esempio, cosa si intende per "gruppo parlamentare"?
Per gruppo parlamentare non si intende necessariamente partito, altrimenti si sarebbe usato quest' ultimo termine.
I gruppi parlamentari, comunemente parlando, coincidono con i partiti, ma non necessariamente.


Basti pensare che possono esistere gruppi non corrispondenti a nessun partito o a più partiti contemporaneamente ( ad esempio, il gruppo misto ). In secondo luogo, possono esserci partiti i cui parlamentari non possono costituirsi in gruppo secondo le regole poste dai regolamenti parlamentari.
Il gruppo parlamentare rappresenta più che altro un' unione tra parlamentari che condividono una stessa corrente di pensiero.


Per semplificare il concetto,poniamo un altro esempio, pensando alla differenza/analogia tra Stato e Nazione.
Comunemente, sono utilizzati per indicare lo stesso concetto, ma mentre lo Stato è una entità politica e geopolitica, la nazione è una entità culturale e/o etnica.
Molte volte, nella realtà, questi termini coincidono, ma non sempre: pensiamo, ad esempio, al Belgio ( uno stato, ma, almeno, due nazioni ).



Oggi, usciti dalle urne praticamente con tre minoranze partitiche, si rischia di portare lo stallo anche nelle commissioni.
Fino a quando non si farà un Governo, quindi, non si deciderà neppure una linea programmatica di governo del Paese. Di conseguenza, senza maggioranza e opposizione, si rischia di avere commissioni divise in base agli interessi di partito e non a correnti di pensiero favorevoli e contrarie alla linea del Governo. Questa è la valutazione da fare per analizzare la situazione particolare uscita dalle urne.
Se dalle elezioni fosse uscita una vittoria certa, poco contava questa differenza lessicale tra partito e gruppo parlamentare.In questo caso, però, tale sottile differenza ha un grande valore.
L' articolo della Costituzione voleva garantire la rappresentanza nelle commissioni di ogni corrente di pensiero presente in parlamento, ma ad oggi, non si è neanche capito chi vuole che cosa.

Ecco qual è il problema!

Se aggiungiamo, inoltre, che al Parlamento spetta il potere legislativo, ma non quello esecutivo, che è prerogativa del Governo, la pretesa di far partire le commissioni diventa solamente propaganda elettorale.

Per concludere, come il partito o movimento vota al suo interno a maggioranza la linea da seguire, così le forze parlamentari hanno deciso, a maggioranza, che costituire ora le commissioni non sia opportuno. Questa è democrazia!!!

domenica 7 aprile 2013

la politica non si improvvisa!!!

Perfetto!

Finalmente in parlamento si respira aria nuova...
Peccato che sia più acre di quella di prima.
Parte degli elettori, non contenti della classe politica che li ha governati ( ma chi lo è? ), ha preferito mettere al governo una massa di bravissimi e onestissimi incompetenti che faranno sbattere l' Italia, non per soddisfare la loro fame di denaro, ma solo per la loro completa ignoranza.
Tutto questo solo per il gusto di cambiare... che pena!!!

Siccome i ricercatori non hanno trovato la cura per l' aids, perché non affidare queste ricerche al panettiere sotto casa mia, che tra l' altro, è una persona onestissima. Sicuramente, in questo modo, si troverà la cura. Sembra un discorso assurdo, eppure, in parlamento è accaduto proprio questo.

Questi onorevoli, ops cittadini, strapagati come potrebbero valutare in coscienza le scelte intraprese da Draghi, se non sanno neanche chi è costui?
Io mi aspetterei che i politici ne sappiano qualcosa in più della media dei cittadini, affinché gestiscano al meglio la cosa pubblica; ma, a questo punto, è solo una speranza.

Questa è meritocrazia?
Oltre al danno la beffa...

Se le scelte le potevano fare i cittadini, che cosa li paghiamo a fare i politici?
Di palpatori di pulsanti non ne abbiamo bisogno!!!

Non ci si improvvisa politici!!!!
Non ci si improvvisa meccanici!!!
Non ci si improvvisa medici!!!
Non ci si improvvisa idraulici!!!







giovedì 28 marzo 2013

serve un governo!

Guardare oggi la politica è come guardare una delle più avvincenti puntate di una soap opera.

Clara vuole stare con George, ma George vuole stare con Clarissa, ma Clarissa in realtà si scoprirà avere un debole per Clara.

ohhh my God!!!

Oggi c' è una vera e propria emergenza, non c'è tempo!!!

Il popolo italiano è al pronto soccorso e quelli che dovrebbero curarci sono lì che litigano tra loro.
Il laureando in medicina vuole operare a tutti i costi e vuole farlo da solo. Per quanto riguarda i due medici, uno non vuole vedere l' altro, ma servono due medici per l' intervento.
Risultato: il malato muore!!!
Questa è malasanità!!!
Possiamo sempre sperare che il malato guarisca da solo...


Ancora una volta non si guarda alla sostanza delle cose!!!

Ci sono alcuni provvedimenti che si possono e si devono fare subito:
  • riduzione dell' imu (vuole essere rimodulato, perlomeno, da tutti);
  • riduzione dei costi della politica;
  • nuova legge elettorale;
  • bloccare l' aumento dell' iva;
  • bloccare la tares;
  • riduzione del costo del lavoro;
  • riduzione dell' irap.
Per tutti questi punti una maggioranza parlamentare c'è!!! Ma se al posto di ragionare sui punti comuni ci si ferma ai pregiudizi di una parte politica o di un altra non si va da nessuna parte.

Bisogna trovare i punti di contatto tra le varie forze politiche e non soffermarsi sui punti di divergenza.

La politica dovrebbe essere l' arte del compromesso e del dialogo, l' anima della democrazia; non dovrebbe essere una mera lotta tra poteri e ideologie che si scontrano sulla base di un pregiudizio.