L' 80% degli italiani possiede, almeno, una casa di proprietà.
Ecco la soluzione allora: l' IMU.
Un' imposta, inizialmente studiata per racchiudere tutte le imposte e tasse che ruotavano intorno all' abitazione (ici, tarsu, illuminazione stradale etc. etc.) che ha mantenuto, di uguale, solo l' acronimo di imposta municipale unificata e si è trasformata in una vera e propria patrimoniale.
Un' imposta, inizialmente studiata per racchiudere tutte le imposte e tasse che ruotavano intorno all' abitazione (ici, tarsu, illuminazione stradale etc. etc.) che ha mantenuto, di uguale, solo l' acronimo di imposta municipale unificata e si è trasformata in una vera e propria patrimoniale.
Un' imposta che porta un gettito certo perché le abitazioni sono sempre di qualcuno.
Una patrimoniale che diventa completamente ingiusta quando colpisce la PRIMA casa.
L' IMU sulla PRIMA casa va abolita.
Deve essere abolita perché colpisce il pilastro sulla quale si fonda la famiglia italiana.
Deve essere abolita perché colpisce gli italiani per la sola colpa di avere una casa, come se qualcuno potesse farne a meno.
Deve essere abolita perché colpisce un bene che non produce ricchezza, colpisce un bene fermo, immobile appunto, che viene già altamente tassato quando viene compravenduto.
Deve essere abolita per tutti, senza distinzione.
La proposta di un qualsiasi tipo di progressività sulla PRIMA casa rappresenta il solito pastrocchio burocratico italiano.
così facendo, a parità di abitazione si devono corrispondere valori d' imposta differenti a seconda di chi la possiede. Questa non è uguaglianza.
Il panettiere non può farsi pagare il pane a seconda del cliente che gli si presenta davanti, allo stesso modo non capisco perché dovrebbe farlo lo Stato.
Inoltre, se, come si sostiene, l' Italia è la patria dell' evasione fiscale si rischierebbe, ancora una volta, di far pagare sempre i soliti.
in questo modo si rischierebbe di far pagare imposte calcolate su un valore immobiliare vero, molte volte, solo sulla carta. Tre periti tre valori immobiliari differenti, questa è la realtà. Ma poi, chi farà le perizie a tutte le case d' Italia?
Inoltre, perché si dovrebbe pagare un' imposta calcolata sul valore odierno, quando la casa magari è stata acquista 10, 20, 30 anni fa?
Da anni si parla di una revisione delle rendite catastali, ma ancora non sono state fatte e così si è arrivati ad avere case del centro storico di Milano di 200 mq che pagano meno di quelle di 75 mq di recente costruzione nella periferia della stessa città.
Monti ha pensato di rivalutarle tutte indistintamente perché i soldi servivano subito e non c' era tempo di fare una revisione delle rendite catastali adeguata.
Questo tipo di progressività ( anche nell' ipotesi di rendite catastali perfettamente revisionate ), però, tende a pesare la zona di ubicazione e la dimensione dell' abitazione colpendo, quindi, le grosse città, le regioni del Nord e le famiglie numerose che abitano, necessariamente, in appartamenti di più ampia metratura.
Una persona pagherà IMU differenti a seconda della zona dove risiede pur avendo lo stesso stipendio e una casa pressoché equivalente. La casa vicino al posto di lavoro? IMU permettendo...
Inoltre, questo tipo di progressività con l' aggiornamento delle rendite catastali tenderebbe ad avvicinare, sempre più, i valori catastali delle abitazioni a quello reale presunto, ma non considererebbe la possibilità che chi ha acquistato la casa trent' anni fa, oggi, la stessa, non possa più acquistarla ( portandoci al caso precedente ).
Ad esempio, i Navigli di Milano hanno subito una forte rivalutazione, ma molte volte le unità immobiliari sono abitate da anziani con la pensione minima.
Un mix di tutto con innesti di detrazioni per alcune casi?
Sì, così al pagamento dell' IMU sostituiremo o aggiungeremo la parcella del commercialista e molta confusione tra zona, città, n° familiari, metratura, reddito etc. etc... La burocrazia ha già fatto troppi danni.
La casa è un diritto, è un diritto avere un tetto sopra la testa e i diritti fondamentali non si tassano.
Una patrimoniale che diventa completamente ingiusta quando colpisce la PRIMA casa.
L' IMU sulla PRIMA casa va abolita.
Deve essere abolita perché colpisce il pilastro sulla quale si fonda la famiglia italiana.
Deve essere abolita perché colpisce gli italiani per la sola colpa di avere una casa, come se qualcuno potesse farne a meno.
Deve essere abolita perché colpisce un bene che non produce ricchezza, colpisce un bene fermo, immobile appunto, che viene già altamente tassato quando viene compravenduto.
Deve essere abolita per tutti, senza distinzione.
La proposta di un qualsiasi tipo di progressività sulla PRIMA casa rappresenta il solito pastrocchio burocratico italiano.
- Progressività in base al reddito:
così facendo, a parità di abitazione si devono corrispondere valori d' imposta differenti a seconda di chi la possiede. Questa non è uguaglianza.
Il panettiere non può farsi pagare il pane a seconda del cliente che gli si presenta davanti, allo stesso modo non capisco perché dovrebbe farlo lo Stato.
Inoltre, se, come si sostiene, l' Italia è la patria dell' evasione fiscale si rischierebbe, ancora una volta, di far pagare sempre i soliti.
- Progressività in base al valore immobiliare:
in questo modo si rischierebbe di far pagare imposte calcolate su un valore immobiliare vero, molte volte, solo sulla carta. Tre periti tre valori immobiliari differenti, questa è la realtà. Ma poi, chi farà le perizie a tutte le case d' Italia?
Inoltre, perché si dovrebbe pagare un' imposta calcolata sul valore odierno, quando la casa magari è stata acquista 10, 20, 30 anni fa?
- Progressività in base alle rendite catastali:
Da anni si parla di una revisione delle rendite catastali, ma ancora non sono state fatte e così si è arrivati ad avere case del centro storico di Milano di 200 mq che pagano meno di quelle di 75 mq di recente costruzione nella periferia della stessa città.
Monti ha pensato di rivalutarle tutte indistintamente perché i soldi servivano subito e non c' era tempo di fare una revisione delle rendite catastali adeguata.
Questo tipo di progressività ( anche nell' ipotesi di rendite catastali perfettamente revisionate ), però, tende a pesare la zona di ubicazione e la dimensione dell' abitazione colpendo, quindi, le grosse città, le regioni del Nord e le famiglie numerose che abitano, necessariamente, in appartamenti di più ampia metratura.
Una persona pagherà IMU differenti a seconda della zona dove risiede pur avendo lo stesso stipendio e una casa pressoché equivalente. La casa vicino al posto di lavoro? IMU permettendo...
Inoltre, questo tipo di progressività con l' aggiornamento delle rendite catastali tenderebbe ad avvicinare, sempre più, i valori catastali delle abitazioni a quello reale presunto, ma non considererebbe la possibilità che chi ha acquistato la casa trent' anni fa, oggi, la stessa, non possa più acquistarla ( portandoci al caso precedente ).
Ad esempio, i Navigli di Milano hanno subito una forte rivalutazione, ma molte volte le unità immobiliari sono abitate da anziani con la pensione minima.
Un mix di tutto con innesti di detrazioni per alcune casi?
Sì, così al pagamento dell' IMU sostituiremo o aggiungeremo la parcella del commercialista e molta confusione tra zona, città, n° familiari, metratura, reddito etc. etc... La burocrazia ha già fatto troppi danni.
La casa è un diritto, è un diritto avere un tetto sopra la testa e i diritti fondamentali non si tassano.
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