Cosa sono le commissioni?
Le commissioni sono organi collegiali del Parlamento composte in modo da rispecchiare, appunto, la proporzione dei gruppi parlamentari.
L' art. 72 della Costituzione recita così: "... commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari...".
Nulla viene detto sulla necessità di formare un Governo per l' avvio delle commissioni.
Leggendo letteralmente l' articolo sembra tutto chiaro.
Chi mastica un po' di diritto sa che la sola analisi letterale della legge porta a ben poco e ad una visione miope degli obbiettivi del legislatore.
Ad esempio, cosa si intende per "gruppo parlamentare"?
Per gruppo parlamentare non si intende necessariamente partito, altrimenti si sarebbe usato quest' ultimo termine.
I gruppi parlamentari, comunemente parlando, coincidono con i partiti, ma non necessariamente.
Basti pensare che possono esistere gruppi non corrispondenti a nessun partito o a più partiti contemporaneamente ( ad esempio, il gruppo misto ). In secondo luogo, possono esserci partiti i cui parlamentari non possono costituirsi in gruppo secondo le regole poste dai regolamenti parlamentari.
Il gruppo parlamentare rappresenta più che altro un' unione tra parlamentari che condividono una stessa corrente di pensiero.
Per semplificare il concetto,poniamo un altro esempio, pensando alla differenza/analogia tra Stato e Nazione.
Comunemente, sono utilizzati per indicare lo stesso concetto, ma mentre lo Stato è una entità politica e geopolitica, la nazione è una entità culturale e/o etnica.
Molte volte, nella realtà, questi termini coincidono, ma non sempre: pensiamo, ad esempio, al Belgio ( uno stato, ma, almeno, due nazioni ).
Oggi, usciti dalle urne praticamente con tre minoranze partitiche, si rischia di portare lo stallo anche nelle commissioni.
Fino a quando non si farà un Governo, quindi, non si deciderà neppure una linea programmatica di governo del Paese. Di conseguenza, senza maggioranza e opposizione, si rischia di avere commissioni divise in base agli interessi di partito e non a correnti di pensiero favorevoli e contrarie alla linea del Governo. Questa è la valutazione da fare per analizzare la situazione particolare uscita dalle urne.
Se dalle elezioni fosse uscita una vittoria certa, poco contava questa differenza lessicale tra partito e gruppo parlamentare.In questo caso, però, tale sottile differenza ha un grande valore.
L' articolo della Costituzione voleva garantire la rappresentanza nelle commissioni di ogni corrente di pensiero presente in parlamento, ma ad oggi, non si è neanche capito chi vuole che cosa.
Ecco qual è il problema!
Se aggiungiamo, inoltre, che al Parlamento spetta il potere legislativo, ma non quello esecutivo, che è prerogativa del Governo, la pretesa di far partire le commissioni diventa solamente propaganda elettorale.
Per concludere, come il partito o movimento vota al suo interno a maggioranza la linea da seguire, così le forze parlamentari hanno deciso, a maggioranza, che costituire ora le commissioni non sia opportuno. Questa è democrazia!!!
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